Al Pdl non conviene il voto ora

Al Pdl non conviene il voto ora

berlusconi03/04/2013 – Il rischio è che, votando a giugno, aumentino gli M5S.

Votare a giugno sembra ormai l’obiettivo del Pdl, ripetuto in continuazione da numerosi esponenti e fatto circolare più volte come prospettiva di Silvio Berlusconi. Lo scopo è semplice: conquistare la maggioranza. Le difficoltà, però, non mancano.

La prima è costituita dal bicameralismo e, insieme, dai premi regionali del porcellum al Senato.

Anche ottenendo più voti a palazzo Madama, non è detto che si vinca. Se Pier Luigi Bersani ne è ben conscio, posto che tutti i suoi guai odierni derivano proprio dalla mancata traduzione di una maggioranza (quella relativa nazionale di voti) in un’altra maggioranza (quella assoluta di seggi), anche nel Pdl si ricorda che nel 2006 il centrodestra batté, in voti popolari, il centrosinistra, ma non si aggiudicò seggi a sufficienza. Bisogna poi rammentare che debole è sempre apparso il seguito estero del centrodestra. Inoltre vi sono attualmente quattro senatori a vita in carica nessuno dei quali vicino al centro destra: questi quattro diventeranno cinque con l’arrivo di Giorgio Napolitano, di diritto, mentre è possibile l’approdo di altri due, se il futuro capo dello Stato riterrà di nominarli.

Ammettendo, però, che il Cav sia rassegnato a non conquistare la maggioranza assoluta dei senatori, c’è da chiedersi quali concrete possibilità sussistano di spuntarla a Montecitorio. Qui basta un voto in più. I sondaggi assegnano un vantaggio al centrodestra sul centrosinistra, ma annullabile già dai margini d’errore. Fidarsi del teorico vantaggio odierno (sbandierato da qualche parlamentare tifosissima del Cav, come se si trattasse dell’esito delle urne) per contare di vincere le elezioni può essere un amaro azzardo. Non sono pochi, infatti, a chiedersi se l’impossibilità finora dimostrata di saper costituire un governo non spinga altri elettori a sostenere Beppe Grillo.

Quante nuove schede per il M5S potrebbero arrivare a ogni uomo politico invano consultato dal Quirinale? Quante potrebbero giungere a seguito della designazione dei saggi? Attenzione: se i giochini della politica politicante sono avvertiti da sempre più estese masse come intollerabili, non si può dire che una fantasiosa trovata, quale la nomina quirinalizia di due commissioni, sia tale da destare entusiasmi. Anzi, potrebbe perfino far crescere lo sdegno.

C’è, insomma, la possibilità che Grillo vada ancora avanti. Addirittura che arrivi primo. C’è la possibilità che ritorni a vincere il centrosinistra. C’è da guardare ai centristi: potrebbero schierarsi in un’alleanza elettorale col Pd, preventiva. C’è da riflettere sulla possibilità che i democratici mettessero da parte Bersani per schierarsi sotto Matteo Renzi. Insomma: puntare sulle urne può anche recare la vittoria (alla Camera: al Senato pochi ci fanno conto); ma potrebbe altresì segnare una nuova sconfitta.

Autore: Cesare Maffi | Fonte: italiaoggi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *